21 agosto 2007

Amiga, un tuffo nel passato

Ho appena dedicato tre intere giornate intere alla rilettura di quasi tutti i numeri di AmigaReport che sono stati pubblicati tra Aprile 1993 e Aprile 1998. Inizialmente ho cominciato ad aprire i file (si trattava di un magazine on-line pubblicato in formato AmigaGuide) per semplice curiosità, ma dopo poco mi sono appassionato alla lettura come se stessi leggendo un romanzo di prim'ordine. In pratica in tre giorni ho ripercorso, news dopo news, intervista dopo intervista, commento dopo commento, tutta la saga del fallimento Commodore e dei tentativi di riprendere la produzione e lo sviluppo della tecnologia Amiga.


Ovviamente all'epoca avevo già seguito tutta la faccenda, ma a distanza di oltre 10 anni dagli eventi, la percezione è abbastanza diversa.


Si tratta a mio parere di un caso da manuale di cattiva gestione, aspirazioni eccessive e cieco fanatismo. Ma ricostruiamo, a beneficio della cronaca, i fatti, riepilogando i passi più significativi.


Marzo 1994 - E' arrivata la primavera, tutti gli Amighisti attendono con impazienza qualche annuncio sulle nuove tecnologie Commodore-Amiga di cui si vocifera da un po' di tempo: principalmente i chipset AAA e AA+. Sul mercato si stanno affacciando prepotentemente i PC con processore 486, che riescono a gestire la grafica VGA in modo molto efficace, e per la prima volta l'Amiga sta rischiando di rimanere indietro nel campo dei Videogames perdendo il treno del 3D realtime a causa della scarsa potenza dei processori e del meccanismo grafico dei playfield.


Aprile 1994 - Cominciano ad uscire notizie sempre più allarmanti sulla situazione della Commodore International. Il loro numero verde risulta staccato, e si parla di grossi problemi finanziari. Cominciano a saltare fuori notizie di pretendenti all'acquisizione della Commodore, come Samsung e HP, che mediante l'aquisizione di quote, potrebbero iniettare fondi nell'azienda.


Maggio 1994 - Tutte le riviste Amiga titolano a grandi lettere che il 29 Aprile Commodore International ha deciso di entrare in liquidazione volontaria per evitare il fallimento. Vengono licenziati la maggior parte dei dipendenti di West Chester, chiusa la sede di Norristown dove si realizzavano i Chip Custom e avviata la riduzione di personale nelle sedi di tutto il mondo. A quanto mi risulta lo stesso amministratore delegato di Commodore Italiana consiglia a tutto il personale di cominciare a cercarsi un'altro lavoro.


Giugno 1994 - C'è ancora un quieto ottimismo sulla situazione Amiga. Si dice che molte aziende sono interessate all'aquisizione della tecnologia Amiga, ci sono ancora scorte di magazzino presso i distributori, tutti sono convinti che per l'inizio dell'estate la situazione sarà chiusa e si tornerà a sviluppare i nuovi Amiga con più vigore di prima.


Settembre 1994 - L'estate '94 arrive se ne va, vengono tenute innumerevoli conferenze stampa, messaggi alla nazione e chat on-line dai due principali pretendenti al trono di Amiga: Alex Amor di CEI (il distributore Nord-Americano di prodotti Commodore) e David Pleasance di Commodore UK (presidente della divisione Commodore con il maggior mercato dopo gli USA), ma la situazione rimane bloccata. Il liquidatore non ha ancora deciso le modalità con cui cedere tutte le proprietà di Commodore e la data dell'asta viene rimandata di settimana in settimana. La comunità Amiga comincia a innervosirsi, ma i pretendenti garantiscono conclusione a breve e nupve macchine (non modelli nuovi) entro Natale '94.


Febbraio 1995 - Comincia ad avvicinarsi il primo anniversario della liquidazione Commodore, la comunità Amiga è sempre più depressa, un'anno è quasi trascorso e tutto è fermo. Microsoft annuncia a gran voce Windows 95, i Pentium si stanno diffondendo, schede grafiche 3D sempre più potenti fanno girare giochi 3D alla grande su PC molto economici. Sul fronte Amiga sempre più sviluppatori abbandonano la piattaforma, chiudono numerose aziende di accessori, dei chipset AA+ e AAA si sono perse le tracce e già è noto che dopo il 68060 Motorola non produrrà altri processori della stessa famiglia.


Aprile 1995 - Con circa una settimana di anticipo rispetto all'anniversario della liquidazione l'asta viene finalmente conclusa con grandi sorprese! Acquisice infatti la tecnolgia Amiga (e il resto della Commodore) la società multinazionale tedesca Escom, produttore di PC compatibili. CEI per cercare di superare offerta di Escom (si parla di oltre 7 Milioni di Dollari) si allea all'ultimo minuto con DELL, ma non presenta un'offerta formalmente accettabile, C= UK non presenta neanche la propria. I due attori che per un anno intero hanno coccolato e rassicurato gli Amighisti escono di scena in modo desolante.


Maggio 1995 - Lo sconcerto si diffonde nella comunità Amiga. Commodore è ora nelle mani di una società Tedesca sconosciuta al di fuori del centro Europa. Soprattutto gli Amighisti americani temono un abbandono del loro mercato. Voci contrastanti si alternano e soprattutto poche informazioni filtrano da Escom. I comunicati emessi il giorno della vittoria hanno confuso non poco le idee: riprenderanno lo sviluppo di Amiga, rimetterano in produzione il Commodore 64 per il mercato cinese, licenzieranno la tecnologia Amiga a chi volesse produrre dei cloni, produrranno una scheda con il chipset Amiga da inserire nei PC...


Giugno 1995 - Finalmente si vede un po' di luce. Escom indice una conferenza stampa e annuncia grandi piani per Amiga. Per prima cosa saranno al più presto rimessi in produzione l'Amiga 1200, e l'Amiga 4000T (solo meno di 1000 esemplari erano stati prodotti dalla Commodore prima della liquidazione). Il CD32 per il momento no, in quanto la disponibilità di alcuni componenti è di difficile reperibilità e ne eleverebbe i costi. Per ragioni di tempo le macchine non saranno aggiornate rispetto alle versioni del 1993, ma solo successivamente. Non è molto ma è già un inizio... Come prima cosa viene fondata la società Amiga Technology, sussidiaria al 100% di Escom, la cosa però che non convince è che la sede esclusiva dello sviluppo e del marketing sarà in Germania, quindi sarà molto difficile riuscire a reclutare ex-ingegneri Commodore che conoscano i progetti in corso.


Ottobre 1995 - Con appena un mese di ritardo rispetto alle previsioni, i primi Amiga 1200 prodotti da Amiga Technology cominciano a raggiungere il mercato. Gli Amighisti americani scoprono che per il momento non c'è l'intenzione di reintrodurre l'Amiga 1200 nel mercato USA in quanto non sembra abbia grosse speranze di vendita, ma l'Amiga 4000T è in arrivo, e questo da un po di respiro. La macchina è comunque principalmente destinata al mercato del settore televisivo americano che da tempo utilizza pesantemente Amiga e Videotaster. La situazione però è abbastanza tesa, il costo di quest'ultima, senza monitor, dovrebbe aggirarsi sui $3500, il che la mette un po' fuori mercato, considerando che non ha variazioni rispetto al modello del 1993. Newtek da parte sua annuncia la produzione di una scheda Videotoaster per Windows.


Marzo 1996 - La stagione di Natale '95 non è andata gran chè, le vendite di Amiga 1200 nel vecchio continente hanno toccato i 100.000 pezzi ma si è molto sotto agli standard a cui Commodore International ci aveva abituati. Nel frattempo tutti aspettano le nuove macchine, e Amiga Technology presenta al Cebit il Walker, il primo dei nuovi modelli Amiga. Si tratta di un Amiga dal design bizzarro, dotato di chipset AGA e processore 68030. Le future macchine PowerPC sono ancora in fase di progettazione, ma alcuni pensano che questo almeno è il segno che qualcosa di muove...


Aprile 1996 - Con grande sconcerto degli Amighisti superstiti, Escom annunncia che è in grave crisi finanziaria, il CEO si dimette e tutti i piani per lo sviluppo futuro di Amiga vengono rimessi in discussione. Entro breve diventa chiaro che Escom non ha più la possibilità di iniettare i fondi necessari in Amiga Technology, che in questa fase è ben lontana dal pareggio economico. La faccenda comincia a prendere una piega molto negativa: sono trascorsi due anni dalla liquidazione Commodore e l'unico nuovo modello presentato (ma non ancora neanche entrato in produzione) è una via di mezzo tra l'Amiga 1200 e l'Amiga 4000. Si prospetta un'altra liquidazione e una nuova asta con tempi incerti. Gli altri produttori Hardware e Software nel frattempo non si sono certo fermati ad aspettare...


Aprile 1997 - Volenti o nolenti, trascorre un'altro anno intero prima che la tecnolgia di Amiga riprenda la strada verso nuovi lidi. Come la volta precedente per un anno intero si inseguono annunci di acquisto imminente, da parte dei due pretendenti più accreditati: Viscorp (un produttore di Set Top Box) e QuikPak (una società che ha assemblato Amiga 4000T per conto di Escom), entrambi con sede in USA. Ma anche questa volta, quando i giochi si concludono, salta fuori un terzo incomodo che si prende tutto: Gateway 2000 un produttore di PC Americano.


1998 e oltre - Dopo l'acquisizione Gateway 2000 ha fondato una società che si dovrebbe occupare di Amiga, Amiga INC, ma praticamente nulla più si è mosso. Probabilmente qualcuno si è accorto che dopo 5 anni di immobilità, una tecnologia che già nel 1993 cominciava ad essere raggiunta e superata dagli altri avversari è ormai definitivamente defunta. E l'accanimento terapeutico su un morto non ha mai dato grossi risultati. Amiga, R.I.P.

4 commenti:

Rasty ha detto...

Sei un grande!

Coraggio che le vacanze stanno finendo...

Davide Pasca ha detto...

Una visione molto storica.. 8)

Ricordo ancora le voci piu' disparate che giravano sulle BBS romane.. gente in delirio completo che credeva e voleva credere a tutto quanto ci fosse di vagamente positivo nelle sempre piu' tragiche notizie del tempo 8)

Al giorno d'oggi lo spirito di Amiga si puo' ritrovare reincarnato forse in Linux, ma temo purtroppo soprattutto nel Mac ;)

arghhh

P.S. Hai typato male il primo Video Toaster (Videotaster).

Rasty ha detto...

Il Virtual Toaster!!!!

Davide Pasca ha detto...

Il video dove uno puo' tastare !